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Mido 2017, le nostre impressioni

Mido si è appena concluso, con un’altra edizione da record, superando incredibilmente se stesso all’interno di una congiura economica non particolarmente brillante e di un settore che sta subendo uno sconvolgimento degli equilibri, tra fusioni e grandi aziende che si impongono come leader.

Tra le principali attrazioni di quest’anno, abbiamo apprezzato la mostra “The Glasses Hype, Advertising & Eyewear: from medical device to icon”.

Un percorso narrativo sulla storia degli occhiali attraverso la pubblicità, dai primi del ‘900 a oggi, un viaggio evocativo, uno spunto di riflessione, che racconta come un oggetto nato con la semplice funzione di protesi visiva si sia evoluto a tal punto da essere considerato un vero e proprio accessorio del nostro quotidiano.

Cura dei particolari, studio e continua ricerca nel design e nei materiali, sono questi gli ingredienti che hanno contraddistinto quest’anno Mido.

La tendenza è quella di puntare sulla strada della qualità: un’idea in cui design e qualità sono gli ingredienti principali. La ricerca sui materiali è fondamentale. La cura dei particolari deve essere assoluta. Questo permette di ottenere, come abbiamo potuto constatare, prodotti e servizi nuovi e di alto livello.

Finalmente l’occhiale sembra inseguire l’estrosità, attraverso numerose evoluzioni che coinvolgono forma e sostanza. La creatività sta avvolgendo il mondo dell’occhiale, supportata anche da una crescente ricerca che coinvolge le forme e che porta ispirazioni nuove dal mondo dell’arte, dell’architettura, del design.

Una prova tangibile di questa evoluzione in atto è emersa dalle nuove proposte del Lab Academy e di alcuni brand che seguono questo principio di creatività.

Reminiscenze retrò, con forme e acetati vintage, incursioni nel futuro, con il ritorno dei modelli a maschera, innovazione tecnologica, con materiali e processi produttivi inediti: questi i trend per il 2017.